L’Università

Dalle ceneri del CUPA la nascita del nuovo Consorzio Universitario di Agrigento, dedicato al filosofo agrigentino Empedocle: l’ECUA (Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento).

Le scelte politiche e didattiche erano state disastrose. Le difficoltà amministrative più che evidenti. Fino all’abbandono. Gli studenti erano scesi in piazza. La protesta aveva coinvolto anche la città.

In una riunione molto animata al Consorzio Universitario, scaturì l’esigenza improrogabile di un piano di sviluppo innovativo per sostenere alcuni corsi di studio e avviarne nuovi.

Con l’Università di Palermo si discusse di sviluppo di capitale umano e di risorse del territorio. Così può crescere una città.

Agrigento deve avere luoghi di studio e di incontro anche in centro storico, fu detto.

Per tale ragione fu ribadito l’impegno del recupero di strutture esistenti quali l’ex Ospedale di via Atenea. Dall’idea al progetto, dal progetto al bando. dalle parole ai fatti. Un senso di responsabilità fortissimo che ha visto rinascere l’Università.

Nel 2020 si parla ormai di avvio di lavori che potranno restituire questo antico edificio per trasformarlo in luogo di studio e di cultura.

Le pareti spoglie, le strutture architettoniche devastate dallo scorrere del tempo potranno tornare a essere animate di giovani, di docenti, di studiosi.

Le lezioni sono in corso nelle aule del Consorzio Universitario. Come dimenticare quelle proteste degli studenti e lo sconforto di tutti gli agrigentini per un “de profundis” recitato nel 2015 sull’Università?

Ad Agosto 2019 le prime iscrizioni per i corsi di laurea istituiti dall’Università degli Studi di Palermo per l’Anno Accademico 2019/2020, di quella che possiamo definire come la “nuova era” universitaria agrigentina.

La nuova offerta formativa comprende i corsi di laurea in Architettura e Ambiente costruito; in Economia e Amministrazione Aziendale, e in Scienze dell’Educazione. Confermato anche il corso di Laurea in Servizio Sociale.

Alcuni corsi universitari sono graditi ritorni come Architettura; altri sono una novità assoluta, come il corso di laurea in Economia. Con questa offerta formativa, l’Università riapre il suo orizzonte sulla città.

I corsi si aggiungono a quelli in esaurimento, quali Beni Culturali e Giurisprudenza.

Nuovo anche il corso in Mediazione linguistica e interculturale programmato ad Agrigento da Trisform e Agorà Mundi.

Non solo corsi di laurea. Agrigento cambia prospettiva, cambia anima. Acquisisce nuove consapevolezze.

Agrigento diventa il luogo in cui dibattere dell’<<arte di dare forma e realizzare spazi fruibili per le necessità dell’uomo>>, cioè di Architettura.

Fino a qualche decennio addietro qualcuno lo avrebbe ritenuto improponibile, antitetico, provocatorio. Orrori e abusi avevano offuscato l’immagine della città, sembrava in modo irrimediabile.

Villa Genuardi, Monastero di Santo Spirito e Collegio dei Filippini si sono accesi invece, nel 2019, di un dibattito su un’arte antica che ha fatto risplendere la nostra città sin dalla sua fondazione.

L’Università ha scelto il centro storico di Agrigento per parlare delle modalità di avvio della prima esperienza di progettazione architettonica nell’ambito della didattica dei laboratori.

Il Dipartimento di Architettura di Palermo con “Incipit Lab”, col coordinamento nazionale del prof. Andrea Sciascia, ha aperto un confronto tra i laboratori di progettazione architettonica di primo anno, dei corsi di laurea magistrale quinquennale in architettura, e di secondo anno, dei corsi di ingegneria edile-architettura su scala nazionale e internazionale.

Così come si è parlato anche di Architettura e Ambiente costruito con una giornata multidisciplinare di studi a Santo Spirito.

L’Università c’è. E anche su questo fino a qualche anno fa avrebbero scommesso in pochi. Agrigento guarda ai giovani, al resto del mondo e al futuro. Da fuori lo hanno già compreso.

Tutto questo processo di rinascita attuato dalle persone che amano Agrigento dovrà essere raccontato dal Museo della Città, che dovrà essere illustrato dall’Urban Center.

Partecipatissima la festa delle matricole con la presenza del Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari.

Prima ancora, la scelta di celebrare il Graduation Day ad Agrigento è stato un omaggio ad Agrigento 2020, ai suoi 2600 anni trascorsi da quando Aristono e Pistilo fondarono Akràgas, la città di Empedocle, padre della teoria della conoscenza e della pratica del sapere.

Agrigento, non ai margini d’Europa, ma punto di inizio del Continente Europeo, in una Sicilia virtuosa dove i giovani possono immaginare i prossimi 50 anni, con la giusta attenzione all’Umanità, al pianeta, ai cambiamenti climatici, alle risorse energetiche, alla società multiculturale, alle nuove economie, alla valorizzazione di storia, identità e culture.

Una cerimonia emozionante, simbolo di una Università che rinasce con nuova linfa e nuove prospettive

Ora si snoda un percorso di crescita che non è solo un’esperienza umana e professionale, ma un generale e progressivo processo di maturazione su cui s’innesta un’idea del tutto nuova di futuro, quella dei nostri giovani.

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