L’unicum Città-Valle

Ricordate il turismo “mordi e fuggi”, le guide turistiche cartacee che consigliavano solo una visita rapida alla Via Sacra, perché Agrigento non meritava la visita, la città degli abusivi e della bruttezza?

Oggi Agrigento è riconosciuta Città d’Arte, ha ottenuto il premio nazionale del Paesaggio, ha conquistato la ribalta della cronaca per le sue albe di teatro e archeologia, è divenuta scenario per una delle più attese sfilate di moda, è arrivata in finale per Capitale Italiana della Cultura, classificandosi seconda alla Parma di Giuseppe Verdi, ha ospitato il Google Camp, e compare in alcune fiction del Commissario Montalbano o di Donne di Andrea Camilleri.

In questi anni si è lavorato sodo in sinergia col Parco archeologico della Valle dei Templi, nel Consiglio del Parco, perché quel cordone ombelicale che tiene unita la città al suo immenso tesoro di archeologia, fosse visibile a tutti. Negli ultimi anni, attraverso i beni culturali abbiano portato alla ribalta Agrigento con la sua storia di 2600 anni.

Lo abbiamo fatto promuovendo percorsi turistico culturali dalla Valle alla Città, e appoggiando progetti culturali quali “L’accoglienza della cultura, la Cultura dell’Accoglienza“, realizzato con gli studenti delle nostre scuole, le Vie dei Tesori, ma anche con gli itinerari promossi dalle guide e da Coopculture e dal FAI, con le iniziative delle Strade del vino e dei Sapori della Valle dei Templi e dei Club Service, della Strada degli Scrittori e del Concorso Uno, Nessuno e Centomila con stimolanti visite guidate a Girgenti.

Abbiamo fatto scoprire Agrigento anche agli agrigentini, che hanno imparato a guardarla con altri occhi, cominciando a coltivare quell’orgoglio collettivo che è il sale di una comunità. Abbiamo fatto comprendere come la storia della città non è altro che la storia che si è sviluppata dalla Valle dei Templi.

I percorsi si sono allungati, sono diventati stimolanti e Agrigento è diventata un unicum, in cui apprezzare non soltanto altri tesori capaci di raccontare i diversi periodi della storia, ma anche la vita quotidiana, le persone, gli artigiani, le trattorie, l’ospitalità, le gallerie d’arte, le biblioteche: una vitalità che rispecchia in qualche modo quella dell’antica Akragas, città di edifici pubblici, commerci, di botteghe d’arte e di prodotti locali.

La Valle era in Sicilia ma poteva essere nell’immaginario collettivo in qualche luogo del Mediterraneo.

Adesso Agrigento è la Città della Valle dei Templi. Così i turisti vanno ad Agrigento anche per ritrovare nelle vie e nelle piazze i romanzi e le novelle di Luigi Pirandello, per scoprire i tesori della Cattedrale di San Gerlando, per assistere a uno degli spettacoli della Stagione del nostro Teatro, per apprezzare la cucina e l’ospitalità indiscussa degli agrigentini.

Un cambiamento di prospettiva innegabile, realizzato in sinergia, con l’aiuto di una ribalta mediatica nazionale e internazionale e con quei numerosi cittadini che si sono sentiti incoraggiati a partecipare alla crescita di Agrigento.

Scroll Up