Il Teatro

Quella del Teatro Pirandello sembra una favola.

<<Quando ci siamo insediati abbiamo trovato la Fondazione quasi sull’orlo del fallimento con 132mila euro di debiti, nessuna programmazione – realizzava un totale di 167mila euro, fra contributi e incassi – la filosofia era quella di improntare il calendario in funzione dei contributi della regione.

Tanto che ci chiedevamo se fosse il caso o meno di chiuderla.

Abbiamo indetto diverse riunioni, divisi in due fazioni, chi credeva nella Fondazione e chi aveva dei forti dubbi.

Ho intuito però, da quegli incontri, che c’era una persona che ispirava fiducia, il ragioniere Calogero Tirinnocchi, e a lui ho chiesto di assumere l’onere di dirigere la Fondazione.

Ho chiesto la stessa cosa a un grande amico, l’attore siciliano Sebastiano Lo Monaco, eravamo a settembre e dovevamo partire subito con un cartellone per la stagione, in fretta e furia.

La terza risorsa l’abbiamo intravista nell’attore Gaetano Aronica, agrigentino, il quale con la sua esperienza dall’interno di produzioni teatrali, cinematografiche e televisive, poteva dare un impulso di novità fondamentale alla Fondazione, che non doveva più reggersi sulle vecchie logiche del contributo regionale.

I fatti ci hanno dato ragione.

Devo intanto rendere onore alle persone che hanno assunto questo compito.

Calogero Tirinnocchi ha assunto la dirigenza gratuitamente, senza richiedere un solo euro di remunerazione.

Gaetano Aronica lo stesso.

Sebastiano Lo Monaco, direttore artistico, ha richiesto una cifra che fra emolumento e rimborso spese è di sole 10 mila euro l’anno.

Con notevole risparmio rispetto la gestione precedente.

Il nuovo staff è stato in grado di ricostruire la Fondazione e dare nuova linfa al teatro, dalle basi, creando un circolo virtuoso di percorsi culturali.

Appena insediato, il direttore generale ha azzerato tutte le spese superflue che ruotavano attorno alla Fondazione, non solo quelli del direttore generale, ma i costi del collegio revisore, dei rimborsi delle compagnie, questo evitando le intermediazioni, contattando direttamente le produzioni teatrali.

Azioni coadiuvate attraverso la formazione del personale, attivando una rete di consulenti in grado di collaborare con la struttura a titolo gratuito, come il dottore Ruoppolo e il ragioniere La Mendola.

Nel giro di poco tempo sono state lanciate altre iniziative, perché se la Fondazione doveva resistere nel tempo, bisognava identificare forme di approvvigionamento che andassero oltre i contributi regionali.

Tutte operazioni di buonsenso valide per i teatri del territorio, un format di azioni riproducibili, un generatore di incontri, spettacoli, saperi.

È stato attivato un cartellone di spettacoli per le scuole, coinvolgendo le compagnie per riproporsi per gli studenti, dando l’opportunità ai ragazzi di assistere al mattino a spettacoli di qualità, incrementando le finanze per la Fondazione. Con uno scambio etico e umano immenso, volto a creare gli spettatori del domani, gli abbonati del futuro, già abituati ad apprezzare le attività culturali.

Il teatro è stato affittato per convegni e attività, utilizzato come location.

Si è pianificato, soprattutto, un piano di produzioni, una serie di spettacoli interamente prodotti dalla fondazione sono stati in tour negli altri teatri, con un grande ritorno di immagine, perché investire sulle produzioni significa moltissimo per Agrigento, innanzitutto è tracciare un percorso per le giovani realtà artistiche locali che prima non avevano avuto occasione di intravedere uno sbocco professionale nella recitazione.

L’altro protagonista della “resurrezione” della Fondazione è il suo presidente, l’attore agrigentino Gaetano Aronica, un artista internazionale, un maestro, un regista, che è stato capace di catalizzare l’attenzione sul Teatro, di parlare a tutti, di insegnare recitazione e creare una compagnia di attori di alto livello.>>

Un presidente attore, per la prima volta alla guida di questo teatro, che aveva avuto alla presidenza i sindaci che via via si erano avvicendati.

Il teatro ha creato un pubblico di affezionati e sviluppato un indotto economico, che va dai bar e ai ristoranti, alle persone che ci lavorano.

Dai famosi 167mila euro iniziali (dati alla mano del 2014) il teatro ha chiuso un bilancio con 550mila euro di entrate, 112mila euro sono rappresentati da contributi e il resto ricavati da attività teatrali.

Una realtà enorme per Agrigento, mai vista in tutti questi in anni, ma la cosa più interessante è scoprire che, nonostante l’emergenza Covid, la Fondazione ha chiuso i bilanci del 2019 in attivo, 22mila e 253 euro, un attivo consistente, l’anno scorso c’era già riuscita per la prima volta, di un cifra quasi simbolica un avanzo di 9 euro.

I traguardi raggiunti non finiscono qui, sono gli abbonati il fiore all’occhiello, se ne contano 750, a cui aggiungere altri 150 che hanno stipulato un miniabbonamento, vale a dire che in platea ci sono 900 posti occupati stabilmente, per un totale di mille e cento presenze, inoltre vengono destinati circa 200 posti per lo sbigliettamento: 140 posti per il sabato e 50 per la domenica, un traguardo impensabile, il teatro registra sold sistematici per tutta la stagione.

Ma la professionalità dell’operato è stata riconosciuta all’esterno grazie a manifestazioni come lo spettacolo dell’Alba alla Valle dei Templi, che si è distinto a livello nazionale.

Tutto questo fa della Fondazione del Teatro Pirandello un patrimonio da tutelare a tutti i costi, che è espressione fondamentale di questa città. Tutto questo è cambiamento.

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