La Carta di Agrigento

Che cos’è?

La Carta porta come titolo ‘La cultura come veicolo di coesione’ ed è stata arricchita, oltre che dai contributi emersi in quella sede anche da successivi suggerimenti giunti dai membri della delegazione italiana al CdR e dal sistema delle Regioni.

Tra i punti cardine della Carta di Agrigento:

il rafforzamento del ruolo dell’Italia nella definizione delle politiche europee a favore della cultura;

la richiesta di maggiore centralità ai Comuni nell’attuazione delle politiche culturali, favorendo la costruzione di sistemi di gestione integrati basati su reti e sistemi territoriali;

la valorizzazione delle funzioni delle Regioni così da consentire un uso più virtuoso ed efficace delle risorse europee.

Infine, la richiesta di aumentare, nella nuova programmazione dei fondi europei a favore delle aree in ritardo di sviluppo, gli investimenti a favore della cultura.

Perché Agrigento?

La Carta di Agrigento è stata sottoscritta il 6 aprile 2019 al Collegio dei Filippini, con sindaci e presidenti di regione e i massimi esponenti della Cultura a livello nazionale ed è già approdata a Bruxelles.

Segna una tappa significativa tra i Comuni e la Cultura. È una proposta che proviene dal basso, che si identifica con le realtà culturali e le potenzialità espresse dai territori.

Un’azione fondamentale per l’affermarsi anche con un forte segnale istituzionale dei contenuti di promozione e valorizzazione del Turismo Culturale su cui Agrigento ha creduto fortemente negli ultimi anni: leva di sviluppo forte e coerente per i territori che ne hanno potenzialità e capacità attuative.

La scelta di Agrigento è un riconoscimento all’impegno della città e del suo sindaco, Lillo Firetto, per il turismo culturale e per i programmi di sviluppo legati alla cultura, a partire dalla partecipazione a Capitale Italiana della Cultura.

La speranza, sempre più concreta, che dall’Europa possano essere destinati fondi per la Cultura porta il nome di Agrigento, che è considerata un simbolo per tante città, in quanto ha dimostrato come sia possibile la crescita di un territorio attraverso la cultura e la rete con il terzo settore.

La Città dei Templi, nel 2020, chiama i Comuni d’Europa a sancire con una propria rappresentanza il prosieguo degli intendimenti della Carta di Agrigento, traducendo in azioni i punti salienti della proposta.

L’attenzione dell’Europa

È stato approvato alla fine di novembre 2019 a larghissima maggioranza dalla Commissione Occupazione e Ricerca del Comitato europeo delle Regioni il parere presentato su Enti locali e Cultura da Enzo Bianco, che dal 2015 guida la delegazione italiana del CdR.

Tale parere riprende punti salienti della Carta firmata ad Agrigento e emendata nel corso dei mesi con l’adesione di centinaia di città europee.

Il Comitato Europeo delle Regioni è l’organo che rappresenta a Bruxelles gli enti locali e regionali di tutta l’Unione europea.

Non soltanto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha affidato alla commissaria Mariya Gabriel un’esplicita delega alla Cultura, riparando così a un sostanziale errore strategico, ma in Europa si parlerà di beni culturali non più esclusivamente sotto il profilo della conservazione e della tutela, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto del valore sociale ed economico come fattore di sviluppo.

Nel documento sottoscritto ad Agrigento, condiviso da 20 presidenti di Regione e oltre 800 sindaci di ogni parte politica, i beni culturali sono visti come fattore di crescita.

Gli effetti attesi

Dall’Europa potranno essere indirizzate risorse per iniziative di promozione dei territori, in particolare dal punto di vista turistico. La Carta di Agrigento sancisce un punto sostanziale: la Cultura è leva di sviluppo e sempre più dovrà esserlo in futuro.

L’Europa potrà garantire ai territori la forza contrattuale necessaria nel panorama internazionale.

Più cultura vuol dire anche migliore crescita e migliore sviluppo.

È stato previsto il raddoppio di importanti Programmi Europei che hanno un impatto diretto sulle politiche culturali come “Europa Creativa” ed “Erasmus” e ci sono riferimenti a questi temi nei documenti relativi agli Accordi di Partenariato ed ai Programmi Operativi degli Stati membri, in cui si ribadisce il valore della cultura come determinante strumento di coesione.

Le politiche a favore della Cultura saranno ulteriormente rafforzate.

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